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giovedì 28 novembre 2013

Non è successo nulla.

Berlusconi può continuare a fare politica come ha sempre fatto. Continua ad essere il capo di un gruppo di persone che continuano ad avere buone ragioni (soggettive) per seguirlo.
E sono contento, perché liberarsi del politico Berlusconi per strade alternative alla politica non mi sarebbe piaciuto.
Non è accaduto e non è detto che accada, la sinistra ha perso gare più facili di questa.
  
Il fatto che si dichiari perseguitato fa parte del suo copione. Ormai non dovrebbe più stupire nessuno. Fa parte della sceneggiatura, già vista, trita e ritrita e infatti ha già stancato 6 milioni di elettori le scorse elezioni e aspettiamo di contare i prossimi.

Il vero tema è come liberarsi del berlusconismo, perché questo significa liberarsi anche di una certa sinistra ma anche di un certo centro nostalgico e ladro, e dei tecnici al potere. Insieme premesse e conseguenze del berlusconismo.

Ieri non è decaduto il politico Berlusconi, è decaduto un senatore perché se sei condannato non puoi stare su quella sedia e non solo secondo la leggere Severino, secondo la morale, secondo il buon senso.
E mi fanno ridere quelli che rifanno il processo su facebook o in televisione.

Nessuno gli impedisce di fare politica.
In un paese serio sarebbero gli elettori a farlo decadere anche da politico negandogli il consenso ma il nostro non è (ancora) un paese serio.

Ma quello che non succede in 20 anni può accadere in un giorno...

mercoledì 11 settembre 2013



Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio». (Vangelo secondo Giovanni)

Questo è, per me, uno dei passi più energetici e motivanti di tutto il Vangelo. Considero le iniquità, i punti di partenza differenti, le sperequazioni… un’opportunità.
Pari opportunità non significa stesso punto di partenza ma far sì che il punto di partenza non sia una condanna…

Spesso le persone (me compreso), di fronte ad eventi palesemente ingiusti, si chiedono: ma se Dio esiste perché permette tutto questo?
Ogni tanto mi piacerebbe che un intervento dall’alto sistemasse le cose: facesse sgorgare acqua dove si muore di sete, facesse piovere pane dove si muore di fame, sciogliesse la canna di un fucile prima di sparare, bloccasse una mano prima di una sberla ma anche consolasse dove c’è un dolore, curasse dove c’è una malattia.
Poi penso che un Dio che sistemasse autonomamente tutte le cose sarebbe un Dio che si impone, che toglie la nostra libertà di intervento sul mondo: di fare in modo che arrivi acqua e pane dove serve, di evitare di produrre armi e di insegnare il dialogo e il rispetto anziché le sberle, ad ascoltare, comprendere, abbracciare.
Abbiamo bisogno del male per comprendere il bene.

Gino Strada dice sempre che l’obiettivo di Emergency è di non servire più.
Ma giacché c’è bisogno e finché c’è bisogno abbiamo la libertà di decidere che fare. E prima ancora “se” fare.

Questa è la cornice di senso (per me) che ha alimentato le 2 serate di venerdì e sabato (6-7 nov 13) quando qui, a Sesto San Giovanni (Spazio Arte), Emergency ha organizzato una raccolta fondi.
Venerdì sera si è ballato il tango, c’erano veramente tantissime persone, grazie in particolare a chi (Annastella Fiore e Andrea Pallante) ha chiamato a raccolta i ballerini da ogni dove.
Sabato sera dedicata al boogie, meno persone ma ugualmente bello.

La generosità di molti (ho visto lasciare 20/30 € all’ingresso quando ne erano “consigliati” 5 e ho visto pagare 10 € un cocktail che ne costava 3,50) ha avuto la meglio sulla mia stanchezza (ero al bar insieme a Emiliano, un volontario Emergency) e quando ho visto la sveglia segnare le 3.33 e ho chiuso gli occhi non ho pensato all’indomani, alla spesa da andare a rifare per il boogie e gli alcolici da reintegrare (finito tutto con il tango, nemmeno un cubetto di ghiaccio!!!) ma a un ragazzo che non conosco, che non conoscerò mai e che mai mi conoscerà ma che domani avrà una protesi per poter riprendere a correre.

Caro fratello afgano, uno di noi ti ha fatto saltare su una mina prodotta a pochi km da qui e un altro di noi, attraverso gli 8 passi del tango e al triple step ha cercato di porre rimedio.
E in te si sono manifestate le opere di Dio…

Almeno, io l’ho vissuta così…

martedì 4 giugno 2013

Al cliente devi sempre chiedere "dova ti fa male?" perché nessuno può raccontarti meglio di lui il suo dolore, ma non ti fidare quando ti dice anche come farglielo passare.

L'elettore italiano è il cliente della politica e vuole contare, dai recenti sondaggi pare che la maggioranza degli italiani voglia decidere direttamente il Presidente della Repubblica.

Ormai mettiamo "mi piace" in ogni dove e pensiamo di aver inciso, di aver influenzato.
In realtà ogni volta che clicchiamo non influenziamo una cippa, siamo solo tracciati nei nostri gusti e ipotetici comportamenti d'acquisto.
Chi influenza chi?

La politica dovrebbe formare le opinioni, il marketing della politica invece insegue le posizioni.
La politica dovrebbe proporre un punto di vista, il marketing della politica traduce in un punto di vista la pancia delle persone.

Un popolo abituato a passare dagli evviva agli abbasso in un amen non è credibile e invece di ridargli la possibilità di decidere il deputato o il senatore gli si dà in mano direttamente la bomba.

Una parlamentare ha proposto al 3° scrutinio Rocco Siffredi. Siamo davvero certi che sia stato uno scherzo del cazzo?

domenica 7 aprile 2013

E siamo al paradosso.

Se a 3 combinazioni possibili ne togli 2, perché 1 dei 3 soggetti non vuole accordarsi con nessuno, non resta che una sola combinazione possibile: la più tragica.

Non occorre essere preveggente: se M5S non vuole accordarsi, l'unico accordo possibile è PD-PDL.
Oppure si torna a votare col PDL in incremento nei sondaggi (attenti ai sondaggi...) e con Renzi come unico argine (andiamo bene...).

Questo fuoco lento sta cuocendo anche il M5S (basta leggere in rete cosa dicono molti che l'hanno votato) e ora rischia di mandare a mare gran parte dei suoi voti.
A meno che l'idea di Grillo: "il governo PD-PDL farà imbestialire gli italiani", non porti ad un plebiscito (da non escludere totalmente, gli italiani invocano spesso il cambio di allenatore, piuttosto che cambiare i loro comportamenti).

Che tristezza! La diagnosi di Grillo è che il M5S ha più chance di crescere se aumenta la merda nelle strade piuttosto che se fa camminare un governo facendo da controllore rigoroso e da socio indispensabile, obbligando il PD a governare seriamente.

Questo fuoco lento sta avvantaggiando il PDL e sono arrivati gli 8 punti di governo.
Cose già viste e riviste ma "lui" ha la capacità di comunicare meglio degli altri (qualcuno ricorda più di 2 punti degli 8 del mai-nato-governo-Bersani?)

C'è una carta che può scombinare il piatto: l'elezione del Presidente della Repubblica, dal 18/4 si comincia a votare.
Se si riesce ad arrivarci senza rincorrere "B" nelle sue uscite (bisognerebbe rispondergli ogni volta sul terreno della relazione dicendogli "non sei più credibile, vattene!" e invece i pirla ci cascano e discutono nel merito, legittimandolo), forse gli si lascia il cerino in mano e il tempo necessario per i suoi processi.
Io non voglio battere la destra sul terreno giudiziario ma vorrei che il signor Silvio Berlusconi rispondesse di quel cha ha fatto, se l'ha fatto.

Non ci resta che piangere...

martedì 19 marzo 2013

L'essere umano spera, non può fa altro.
Vale per le piccole cose, vale per quelle più importanti.

Sono questi giorni carichi di speranza, il numero di persone che si augura di vedere finalmente un governo che faccia le cose che servono è enorme, non solo coloro che hanno vinto ma anche gli altri, perché tutti abbiamo bisogno che le cose cambino, siamo sempre di più quelli che hanno qualcosa o molto da perdere, per non parlare di chi non ha più nulla...

Ora che c'è una possibilità, molti sperano di non vedersela bruciare davanti agli occhi, non si può continuare a protestare quando si ha la possibilità di fare, a meno che non si sappia fare altro che protestare.
"Ma la sinistra quando ha governato certe cose non le ha fatte, perché dovrebbe farle ora?"
Perché ora è obbligata! Speriamo che l'abbiano capita, speriamo che sappiano cambiare...

L'essere umano desidera sperare.
Dopo 10 minuti dall'elezione di Francesco I, c'erano milioni di innamorati di questo Vescovo di Roma, come ama definirsi.
La fine dello IOR, lo scoperchiamento del dramma della pedofilia, il pensionamento dei burocrati del Vaticano, la cacciata dei venditori dal Tempio, finalmente il coraggio di cambiare, usare l'enorme potere per ragioni nobili, per migliorare il mondo.

Accanto a quelli (pochi) che hanno cercato subito le ombre del passato di Jorge Mario Bertoglio, abbiamo visto scatenarsi coloro che hanno trovato qualunque cosa potesse sostenere la speranza: quella volta che ha preso l'autobus, dice che si cucina da solo, pare che abbia autorizzato l'adozione ad una coppia gay.

Chissà quali altre verità (e quali altre bufale) arriveranno per alimentare la speranza.

L'essere umano desidera sperare, per costruire un presente migliore, talvolta anche solo per sopportarlo.

giovedì 7 marzo 2013

Non è chiesto agli esseri umani di condividere tutto (nel senso di "essere d'accordo"), né sarebbe augurabile...
Dobbiamo però cominciare ad educarci alla comprensione, cioè a "prendere dentro, far proprio" il punto di vista dell'altro.

"Comprendimi" non significa: "rinuncia al tuo punto di vista", "fai finta di niente", "fammelo fare lo stesso", "non opporti".
Comprendere significa capire cosa l'altro sta dicendo e capire come lo sta significando.
Si può accogliere qualcuno anche se sta facendo una cosa che consideriamo sbagliata.
Si può comprendere qualcosa anche non condividendola affatto.
Si può abitare un'idea anche restando della propria.
Anzi! Si può restare della propria idea in modo non becero e un po' più consapevole proprio perché si capiscono e si comprendono le idee differenti.
Altrimenti è un confronto fra ultras.

Serve la testa per comprendere, perché studiare una teoria che non condividiamo è difficile, abbracciarla come se fosse nostra per poi lasciarla, necessita di un buon cervello.

Serve il cuore per comprendere, perché mettersi nei panni di una persona che non tolleriamo prevede un'umanità nuova.
Un'umanità che allontani più che può il giudizio per far spazio all'accoglienza, al diritto di essere diversi gli uni dagli altri.
Comunque fratelli, anche se di qualcuno non vorremmo mai condividere la mamma...

domenica 3 marzo 2013



Ci vorrebbe la gente nelle piazze.

Bisognerebbe riempirle per dire a Grillo: “accontentati, non farci andare al macello per i tuoi prossimi risultati elettorali, che gli italiani si stancano presto dei leader, gli stessi che ti osannano, poco dopo ti voltano le spalle”.
Bisognerebbe riempirle per dire al PD: “fate i bravi, andatevene a casa, D’Alema, Veltroni, Violante, ecc. basta, abbiate pudore. Non vi si può più ascoltare. E’ già molto che nessuno vi rincorre con un badile da spaccarvi sulla schiena.

Bisognerebbe dire: “vi abbiamo votato per fare ciò che serve, ciò che CI serve, non fateci ancora vedere che siete lì solo per fare ciò che VI serve.

Ci vorrebbe la gente nelle piazze ma gli italiani vanno in piazza spontaneamente solo se vince la nazionale di calcio...
 
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