Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha
peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui
ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di
Dio». (Vangelo secondo Giovanni)
Questo è, per me, uno dei
passi più energetici e motivanti di tutto il Vangelo. Considero le iniquità, i
punti di partenza differenti, le sperequazioni… un’opportunità.
Pari opportunità non significa
stesso punto di partenza ma far sì che il punto di partenza non sia una
condanna…
Spesso le persone (me
compreso), di fronte ad eventi palesemente ingiusti, si chiedono: ma se Dio
esiste perché permette tutto questo?
Ogni tanto mi piacerebbe
che un intervento dall’alto sistemasse le cose: facesse sgorgare acqua dove si
muore di sete, facesse piovere pane dove si muore di fame, sciogliesse la canna
di un fucile prima di sparare, bloccasse una mano prima di una sberla ma anche
consolasse dove c’è un dolore, curasse dove c’è una malattia.
Poi penso che un Dio che
sistemasse autonomamente tutte le cose sarebbe un Dio che si impone, che toglie
la nostra libertà di intervento sul mondo: di fare in modo che arrivi acqua e
pane dove serve, di evitare di produrre armi e di insegnare il dialogo e il
rispetto anziché le sberle, ad ascoltare, comprendere, abbracciare.
Abbiamo bisogno del male
per comprendere il bene.
Gino Strada dice sempre che
l’obiettivo di Emergency è di non servire più.
Ma giacché c’è bisogno e
finché c’è bisogno abbiamo la libertà di decidere che fare. E prima ancora “se”
fare.
Questa è la cornice di
senso (per me) che ha alimentato le 2 serate di venerdì e sabato (6-7 nov 13) quando
qui, a Sesto San Giovanni (Spazio Arte), Emergency ha organizzato una raccolta fondi.
Venerdì sera si è ballato
il tango, c’erano veramente tantissime persone, grazie in particolare a chi (Annastella
Fiore e Andrea Pallante) ha chiamato a raccolta i ballerini da ogni dove.
Sabato sera dedicata al
boogie, meno persone ma ugualmente bello.
La generosità di molti (ho
visto lasciare 20/30 € all’ingresso quando ne erano “consigliati” 5 e ho visto
pagare 10 € un cocktail che ne costava 3,50) ha avuto la meglio sulla mia
stanchezza (ero al bar insieme a Emiliano, un volontario Emergency) e quando ho
visto la sveglia segnare le 3.33 e ho chiuso gli occhi non ho pensato all’indomani,
alla spesa da andare a rifare per il boogie e gli alcolici da reintegrare
(finito tutto con il tango, nemmeno un cubetto di ghiaccio!!!) ma a un ragazzo
che non conosco, che non conoscerò mai e che mai mi conoscerà ma che domani
avrà una protesi per poter riprendere a correre.
Caro fratello afgano, uno
di noi ti ha fatto saltare su una mina prodotta a pochi km da qui e un altro di
noi, attraverso gli 8 passi del tango e al triple step ha cercato di porre rimedio.
E in te si sono manifestate le opere di Dio…
E in te si sono manifestate le opere di Dio…




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