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martedì 19 marzo 2013

L'essere umano spera, non può fa altro.
Vale per le piccole cose, vale per quelle più importanti.

Sono questi giorni carichi di speranza, il numero di persone che si augura di vedere finalmente un governo che faccia le cose che servono è enorme, non solo coloro che hanno vinto ma anche gli altri, perché tutti abbiamo bisogno che le cose cambino, siamo sempre di più quelli che hanno qualcosa o molto da perdere, per non parlare di chi non ha più nulla...

Ora che c'è una possibilità, molti sperano di non vedersela bruciare davanti agli occhi, non si può continuare a protestare quando si ha la possibilità di fare, a meno che non si sappia fare altro che protestare.
"Ma la sinistra quando ha governato certe cose non le ha fatte, perché dovrebbe farle ora?"
Perché ora è obbligata! Speriamo che l'abbiano capita, speriamo che sappiano cambiare...

L'essere umano desidera sperare.
Dopo 10 minuti dall'elezione di Francesco I, c'erano milioni di innamorati di questo Vescovo di Roma, come ama definirsi.
La fine dello IOR, lo scoperchiamento del dramma della pedofilia, il pensionamento dei burocrati del Vaticano, la cacciata dei venditori dal Tempio, finalmente il coraggio di cambiare, usare l'enorme potere per ragioni nobili, per migliorare il mondo.

Accanto a quelli (pochi) che hanno cercato subito le ombre del passato di Jorge Mario Bertoglio, abbiamo visto scatenarsi coloro che hanno trovato qualunque cosa potesse sostenere la speranza: quella volta che ha preso l'autobus, dice che si cucina da solo, pare che abbia autorizzato l'adozione ad una coppia gay.

Chissà quali altre verità (e quali altre bufale) arriveranno per alimentare la speranza.

L'essere umano desidera sperare, per costruire un presente migliore, talvolta anche solo per sopportarlo.

giovedì 7 marzo 2013

Non è chiesto agli esseri umani di condividere tutto (nel senso di "essere d'accordo"), né sarebbe augurabile...
Dobbiamo però cominciare ad educarci alla comprensione, cioè a "prendere dentro, far proprio" il punto di vista dell'altro.

"Comprendimi" non significa: "rinuncia al tuo punto di vista", "fai finta di niente", "fammelo fare lo stesso", "non opporti".
Comprendere significa capire cosa l'altro sta dicendo e capire come lo sta significando.
Si può accogliere qualcuno anche se sta facendo una cosa che consideriamo sbagliata.
Si può comprendere qualcosa anche non condividendola affatto.
Si può abitare un'idea anche restando della propria.
Anzi! Si può restare della propria idea in modo non becero e un po' più consapevole proprio perché si capiscono e si comprendono le idee differenti.
Altrimenti è un confronto fra ultras.

Serve la testa per comprendere, perché studiare una teoria che non condividiamo è difficile, abbracciarla come se fosse nostra per poi lasciarla, necessita di un buon cervello.

Serve il cuore per comprendere, perché mettersi nei panni di una persona che non tolleriamo prevede un'umanità nuova.
Un'umanità che allontani più che può il giudizio per far spazio all'accoglienza, al diritto di essere diversi gli uni dagli altri.
Comunque fratelli, anche se di qualcuno non vorremmo mai condividere la mamma...

domenica 3 marzo 2013



Ci vorrebbe la gente nelle piazze.

Bisognerebbe riempirle per dire a Grillo: “accontentati, non farci andare al macello per i tuoi prossimi risultati elettorali, che gli italiani si stancano presto dei leader, gli stessi che ti osannano, poco dopo ti voltano le spalle”.
Bisognerebbe riempirle per dire al PD: “fate i bravi, andatevene a casa, D’Alema, Veltroni, Violante, ecc. basta, abbiate pudore. Non vi si può più ascoltare. E’ già molto che nessuno vi rincorre con un badile da spaccarvi sulla schiena.

Bisognerebbe dire: “vi abbiamo votato per fare ciò che serve, ciò che CI serve, non fateci ancora vedere che siete lì solo per fare ciò che VI serve.

Ci vorrebbe la gente nelle piazze ma gli italiani vanno in piazza spontaneamente solo se vince la nazionale di calcio...
 
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